18 Gen Aiutare un alcolista o un tossicodipendente: possibilità o illusione?
Come mai è così difficile aiutare persone con una dipendenza da alcol o da sostanze? I motivi sono molteplici, primo tra tutti è che, spesso, queste persone negano di avere un problema di dipendenza, non vogliono essere aiutate, giustificano i propri comportamenti, allontanando familiari ed amici.
Se a questo si somma la comorbidità con altri disturbi (soprattutto di personalità e dell’umore) è ancora più lampante accorgersi di quanto sia complessa la situazione. Questo è il motivo per cui risulta fondamentale rivolgersi a dei professionisti non appena si sospetta che un nostro caro abbia una dipendenza.
Test di autovalutazione: hai una dipendenza?
Una sincera risposta a queste domande può aiutare a capire se si sta sviluppando o si ha una dipendenza. Qualora stessi leggendo l’articolo pensando ad un’altra persona, prova a rispondere immedesimandoti in lei:
- Assumi la sostanza sempre di più rispetto a quello che vorresti?
- Hai provato a limitarne la quantità, senza riuscirci?
- Il bisogno di bere o drogarti è spesso incontrollabile?
- L’alcol / la droga ha causato fallimenti familiari, lavorativi, relazionali, sociali?
- Spendi molto tempo attorno alla sostanza (a cercarla, ad assumerla, a smaltirla…)?
- Hai fatto rinunce significative a causa della sostanza?
- Riconosci che l’alcol / la droga ti sta causando danni ma non sai come fare altrimenti?
- Hai aumentato la quantità della dose per ottenere gli effetti di prima?
- Assumi alcol / sostanze anche in situazioni pericolose (es. prima di metterti alla guida)?
- Quando non assumi la sostanza senti i sintomi dell’astinenza? Se non sai quali siano, continua a leggere, ne scrivo tra poco.
In caso tu abbia risposto sì ad una o più domande, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista per indagare il tuo stato di dipendenza. Clicca qui se vuoi contattare me.
I segnali più comuni della dipendenza
Ecco, inoltre, alcuni tra i più comuni segni e sintomi che accompagnano la dipendenza da alcol e/o sostanze stupefacenti:
- rabbia e/o aggressività;
- alterazioni dell’appetito;
- dolori fisici generalizzati;
- inquietudine e/o irritabilità;
- mancanza di energia;
- stato di generale intossicazione;
- difficoltà di concentrazione.
Nei casi estremi, i danni andranno anche ad interessare gli organi interni (specialmente il fegato e i reni per quanto riguarda l’alcol) e le facoltà cerebrali, fino a causare psicosi, demenza, malattie cardiovascolari, disturbi del sonno
Come si arriva alla dipendenza?
Si inizia a bere o ad assumere sostanze stupefacenti per i più svariati motivi: alla base ci sono solitamente problematiche emotive, relazionali, familiari, lavorative, sociali. Anche alcune abitudini culturali, purtroppo, sono tra i fattori predisponenti, specialmente tra i più giovani.
La sensazione iniziale data dalla sostanza è piacevole in quanto la sua introduzione nel corpo provoca un rapido aumento della dopamina, un neurotrasmettitore che invia al nostro cervello le sensazioni di piacere e benessere: è questo che induce il dipendente a continuare nonostante le conseguenze negative.
Infatti, perseverando con l’assunzione, queste sensazioni si tramutano in eccitazione per poi sfociare in alterazioni dell’attenzione, della percezione sensoriale, di quella visuo-spaziale e della capacità di pensiero. Tuttavia, nella dipendenza le sensazioni piacevoli sono più forti rispetto agli effetti collaterali, dato che innescate per sopperire a qualche sofferenza latente.
A lungo andare, il corpo è talmente assuefatto all’alcol o alla sostanza che se ne abitua e, ogni qualvolta si cerca di smettere, reagisce con crisi di astinenza che si presentano con sintomi quali:
- tachicardia,
- palpitazioni,
- agitazione,
- iperattivazione,
- eccessiva sudorazione,
- insonnia,
- tremori,
- nausea,
- ansia,
- instabilità dell’umore,
- allucinazioni
La persona, di conseguenza, ricorre nuovamente all’alcol o alla sostanza solo per placare questi sintomi negativi, instaurando il doloroso circuito della dipendenza.
Come smettere di bere o di assumere sostanze.
La riabilitazione dalla dipendenza da alcol e da sostanze è tra le più difficili in quanto, oltre alle problematiche iniziali che hanno portato alla dipendenza, è necessario trattare anche sintomatologie fisiche legate all’astinenza.
Le prese in carico più funzionali sono quelle svolte dalle equipe in comunità, nella quale specialisti di diverse discipline (psichiatri, psicoterapeuti, assistenti sociali, infermieri, oss) entrano in campo per aiutare la persona a disintossicarsi.
Il processo di disintossicazione prevede la presa in carico a 360° con:
- interventi farmacologici strutturati per gestire la dipendenza fisica e affrontare in sicurezza le crisi di astinenza;
- interventi psicoterapeutici e rieducativi (tramite psicoterapia individuale e, a volte, di fruppo) per curare il malessere originario che ha spinto la persona verso la sostanza.
Cosa possono fare i familiari?
Le conseguenze negative della dipendenza ricadono sulla famiglia di chi assume la sostanza: saranno infatti trascurate le responsabilità familiari e lavorative, producendo effetti su ogni membro. In più, i familiari sono spesso i primi ad accorgersi della dipendenza, scontrandosi però con un muro di incomunicabilità, rabbia e frustrazione.
Quasi tutti, come prima cosa, reagiscono sottolineando al dipendente le proprie colpe e gli aspetti negativi del suo comportamento controproducente, che porterà la persona ad allontanarsi sempre di più e rifugiarsi maggiormente nella sostanza.
Infatti, la tendenza a negare il problema e rinfacciare la colpa agli altri è molto forte. La negazione è il meccanismo di difesa principale del dipendente, che sa perfettamente che il suo comportamento è sbagliato: cercherà quindi di minimizzare e razionalizzare ogni cosa, arrivando persino a distorcere la realtà e proiettare la colpa su chi, invece, cerca di aiutarlo.
I consigli per i familiari
- Cercate il dialogo: L’obiettivo deve essere far prendere alla persona coscienza della propria problematica, accompagnandola verso la consapevolezza di farsi aiutare.
- Evitate le costrizioni: Forzare la persona a smettere non funziona. Il vero problema non è l’abuso della sostanza, ma ciò che ha portato ad abusarne. Il ricorso alla sostanza è solo il sintomo: se ci si concentra solo su di esso si è destinati a fallire.
- No al controllo eccessivo: Nascondere l’alcol in casa o non lasciare mai la persona da sola farà solo aumentare gli scontri e le frustrazioni, deresponsabilizzando il dipendente e aprendo la porta a facili accuse.